5 trend del turismo da tenere d’occhio nel 2017

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03 Gen 5 trend del turismo da tenere d’occhio nel 2017

Il 2016 è stato un anno importante per il turismo, segnato da drammatici eventi che non hanno rappresentato però un limite alla voglia di viaggiare, preparare una valigia e scoprire il mondo, ma hanno piuttosto modificato la domanda facendo cambiare la destinazione, i mezzi di trasporto e la booking window. Ma no, non hanno spento la voglia di preparare una valigia e scoprire il mondo.

A rassicurarci sono i dati forniti dal CISET per i primi nove mesi del 2016 che hanno visto, a livello mondiale, un +34 milioni di arrivi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per il 2017 si prevede che il settore continui a crescere e concentrandoci sulla domanda italiana si prevede un incremento dell’1,8% per gli arrivi e dell’1,5% per le notti, con una crescita più contenuta però del fatturato totale (+0,7%) e una sostanziale stabilità per quanto riguarda la propensione degli italiani a fare le vacanze all’estero.

I maggiori flussi turistici proverranno da Germania, Francia e Giappone, mentre per Gran Bretagna e Usa si prevede una stabilità negli arrivi. Tra gli altri mercati europei spiccano Scandinavia, Danimarca, Benelux, Spagna, Polonia, Romania, Ungheria e Russia, prevista in ripresa dopo l’embargo.

Tra i mercati extraeuropei, le previsioni più rosee riguardano Sud America (soprattutto Brasile e Argentina), Cina, Corea, Emirati Arabi e Sud Africa.

Ma quali sono i fattori che influenzeranno il turismo del nuovo anno?

1.Turismo sostenibile

Il 2017 è stato dichiarato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite l’Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo per favorire l’ambiente e le economie in difficoltà.

I viaggiatori, negli anni, si sono mostrati sempre più sensibili alla problematica ambientale e alla sostenibilità economica, ma ancora molto si può e si deve fare al fine di ridurre l’impatto che il fenomeno ha sul pianeta e sulle economie di alcuni Paesi. L’anno prossimo, circa un terzo (il 36%) dei viaggiatori vorrebbe scegliere opzioni di viaggio più ecosostenibili rispetto al 2016, e il 39% è interessato a tour eco-compatibili.

Ecco, quindi che il 2017 sarà l’anno degli operatori che hanno come obiettivo quello di contribuire ai tre pilastri della sostenibilità: economico, sociale e ambientale

2. Esperienze

Il 2017 sarà l’anno del marketing esperienziale, di quei viaggi avventurosi da ricordare, quei viaggi in cui si parte con uno zaino sulle spalle e la valigia vuota e si torna pieni di storie da raccontare e pieni di ricordi da condividere.

Le previsioni ci dicono che il 58% dei viaggiatori darà priorità alle esperienze personali piuttosto che all’acquisto di beni materiali durante una vacanza. E i protagonisti delle esperienze saranno loro, i millenials, che sono stati il nostro target anche lo scorso anno e che continueranno ad esserlo.

Marketing Esperienziale vuol dire pensare ad Offerte e Pacchetti che rappresentino l’autenticità della destinazione. Proponi agli ospiti dell’Hotel esperienze enogastronomiche, eventi o attività tipiche del territorio.
3. Mobile

Ve lo abbiamo detto moltissime volte: i siti dovranno essere sviluppati in un’ottica mobile!
Perché? Perché le ricerche mobile hanno superato quelle desktop ed oggi l’utente, preso dalla frenesia e dall’abitudine di avere tutto subito e pronto per l’acquisto, ha la necessità di prenotare la vacanza in pochi semplici passi direttamente dal proprio smartphone.

Vi riproponiamo alcuni utili articoli sul mobile che vi abbiamo anticipato nel corso del 2016 su questa tematica:

4. Video e Live Streaming

I video assumeranno sempre più importanza nel 2017, anche nel digital advertising.

Dovremmo, quindi, rimanere al passo con tutte le forme di video advertising e video marketing, presidiando tutte le più efficaci piattaforme social su cui possono essere veicolati i video, badando a non puntare solo a buoni risultati in termini di quantità quanto piuttosto all’efficacia del messaggio in relazione all’engagement da questo generato.

5. Ricerca vocale

Si tratta di una modalità di navigazione e interazione con i device ancora in lenta evoluzione, ma che incrementa sempre più con gli anni e che necessita della giusta attenzione: secondo una ricerca svolta nel 2014 e aggiornata nel 2015, il 55% dei teenager e il 41% degli adulti utilizzava la ricerca vocale almeno una volta al giorno, il 10% delle query del 2015 è effettuato a voce

L’utilizzo di Siri (iOS), di Google Now (Android) o Cortana (Windows Phone) avviene infatti da un lato per inviare messaggi, effettuare chiamate, dettare testi e dall’altro per effettuare ricerche che riguardino la geolocalizzazione, la ricerca di percorsi (25% del totale nel 2015) oppure per una interrogazione vera e propria dei motori di ricerca. Quest’ultimo utilizzo sta avendo e avrà sempre più impatto sulla SEO (Search Engine Optimization) dal punto di vista dei contenuti. Se, infatti, digitando si tende a sintetizzare al massimo, con la voce le ricerche vengono formulate in modo più “colloquiale”, più dettagliato e spesso in forma di domanda a cui si cerca una risposta.

Potrà così essere utile strutturare i testi delle pagine o gli articoli in paragrafi in cui i titoli siano domande alle quali poi verrà data risposta.

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