Come trasformare i dati di Google Analytics in informazioni per vendere di più

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29 Lug Come trasformare i dati di Google Analytics in informazioni per vendere di più

La manutenzione di un Sito Web è un’operazione complessa al giorno d’oggi e serve principalmente per un unico motivo: portare traffico verso il sito e trasformare quel visitatore in un cliente.
Il monitoraggio e l’analisi degli accessi diventa rilevante per capire cosa fa l’utente nel sito, cosa guarda e se la sua esperienza di navigazione è soddisfacente.
Esiste un disciplina che segue queste attività e viene comunemente chiamata “Web Analytics”: tutte le attività di misurazione, collezione, analisi e report dei dati web (dal traffico web alle transizioni) con lo scopo di capire e ottimizzare l’esperienza di navigazione dell’utente.
La web analytics non è solo uno strumento per misurare il traffico ma può essere anche utilizzata come mezzo per le ricerche di business e di marketing. La disciplina può inoltre aiutarti a stimare come il traffico verso il sito internet cambi dopo il lancio di una nuova compagna promozionale.
Esistono due categorie di web analytics: off-site e on-site.
Off-site web analytics si riferiscono alla misurazione e analisi indipendentemente se il sito sia tuo o meno. Questo include la misurazione del potenziale audience del sito (opportunità), share of voice (quanta visibilità ha l’inserzionista in relazione agli altri) e buzz (commenti) che avvengono in internet in tempo reale.
Mentre le On-site web analytics misurano il comportamento del visitatore una volta che è all’interno del tuo sito. Questo include traffico e conversioni (per esempio quale landing page converte di più).
Misurano inoltre le performance del tuo sito in un contesto commerciale, comparando i dati con delle metriche di performance (Key Perfomance Indicators).

Google Analytics e i suoi benefici
Tra i software di web analytics utilizzati, c’è ne uno che primeggia sugli altri: Google Analytics.
Il servizio di statistiche di Big G è il servizio di statistiche web più utilizzato al mondo e, secondo Alexa e Pingdom (popolari aziende di statistiche di dati web), nel giugno 2012 è stato utilizzato dal 62.4% dei primi 10.000 siti su internet.
I benefici di questo software sono riassumibili in tre semplici punti:
– Monitoraggio in tempo reale di quanti utenti visitano il tuo sito, della loro provenienza, di che cosa fanno sul tuo sito e di come interagiscono con le pagine.
– Report personalizzati sulle metriche da te scelte (visite, conversioni, tasso di rimbalzo ecc.).
– Aggiustamenti in tempo reale sulle tue campagne in base al comportamento dei visitatori (iscrizione al sito, vendita, download, ecc.) in modo da avvicinarti sempre più ai tuoi obiettivi di business.
N.B. Per utilizzarlo è sufficiente aprire un account GA, recuperare lo script (piccola riga di codice) che viene fornito direttamente dalla piattaforma, inserirlo su tutte le pagine del sito o sulle pagine che vuoi monitorare.

Key Performance Indicator: misurare ciò che conta
I Key Perfomance Indicator sono i principali indicatori di performance che dimostrano l’efficacia di una campagna in relazione a uno specifico obiettivo. Tutto può essere KPI (visite sito web, tasso click sul banner, iscrizioni al webinar, ecc.) e non bisogna perdersi in questa grande quantità di dati: misura solo quello che può influenzare le tue attività.
Definire dei specifici e misurabili obiettivi è un passo vitale prima di definire questi indicatori. Un sito internet può avere diversi obiettivi come aumentare il numero degli acquisti, il tasso medio di transizione, aumentare gli abbonati, le visualizzazioni dei contenuti ecc.
I KPI sono:
– Indicatori del successo.
– Possono essere presentanti in percentuali o in rateo.
– Richiedono comparazione.
– Dipendono dal settore industriale e dal tipo di sito internet.

KPI generici
1.Tasso di conversione: mostra quanti visitatori sono stati convertiti nelle azioni desiderate.
2. Obiettivi di conversione: mostra quanti visitatori hanno raggiunto almeno uno degli obiettivi stabiliti.
3. Tipi di utenti (categorie): è la variabile che ti aiuta a definire le diverse categorie d’utenti che hanno completato una specifica azione sul sito internet (visite alla pagina, form inviate ecc.).
4. Tasso di rimbalzo e durata media visita: queste due metriche sono molti utili per indicare se il tuo utente ha trovato cosa cercava sul sito oppure no.
5. Fonti traffico: indica il traffico web filtrato in base alle diversi sorgenti (organico, ppc, social, diretto e referral). Focalizzarsi non solo sul numero totale di visitatori ma anche sulla qualità del traffico (tasso di rimbalzo, tempo sul sito, transizioni ecc.).

Per esempio nell’immagine soprastante, abbiamo il report relativo ai canali di traffico del sito web.

KPI di visibilità
1.Traffico sulle parole chiave non legate al brand: è il comune traffico filtrato per escludere le combinazioni basate sul nome del brand.
2. Traffico generato da termini specifici: una buona keyword strategy può richiedere l’utilizzo di frasi o singole parole. Di solito, il traffico proveniente dalle keyword che può essere trovato in Google Analytics dà troppe combinazioni come risultato. Usando i filtri, puoi scomporre la lista delle parole chiave e focalizzarti su quelle che contengono termini specifici.
3. Tasso di rimbalzo per parola chiave: metrica utile per capire quali sono le parole chiave di qualità che permettono d’incentivare la navigazione dell’utente all’interno del tuo sito.
4. Classifica parole chiave: analizza i risultati del report del traffico organico di Google Analytics per trovare la giusta combinazione di parole chiave e per constatare se la tua strategia SEO sta funzionando. Concentrati su quanto traffico puoi ottenere da ognuna delle tue parole chiave più importanti e vedi, se è necessario cambiare o modificare la tua strategia, focalizzandoti su termini più popolari o più specifici.
5. Nuovi visitatori vs ricorrenti: questa metrica può darti le informazioni necessarie sulla fedeltà del tuo audience e mostrarti quanti visitatori attrai nel tuo sito internet. In funzione a vari fattori come il settore industriale dell’azienda oppure la tipologia di sito web, può essere utile per analizzare il loro comportamento.

Nell’immagine sovrastante, abbiamo la schermata principale di Google Analytics dove vengono mostrate le informazioni basilari come le sessioni (numero totale di visite sul sito), gli utenti, le visualizzazioni di pagina ecc.

KPI d’interazione
1. Interazioni sui social media: monitorare l’ammontare dei visitatori che interagiscono con i tuoi profili social (funzione possibile tramite gli appositi bottoni di condivisione nel tuo sito ufficiale) può essere estremamente utile. Per visionare questi dati devi usare la funzione “monitora evento o visite pagine virtuali” presente su Google Analytics.
2. Fruizione contenuto: questo KPI si concentra su come gli utenti consumano il contenuto del sito web, quanti di loro leggono i post, guardano i video, ascoltano i podcast ecc. Questo report si può trovare nella la sezione relativa al contenuto.
3. Contatto/Sottoscrizione: Conoscere come, quando e quanti visitatori contattano i possessori del sito web via mail, form, chat live ecc. risulta essenziale in una politica di inbound marketing.

KPI transazionali
1. Costo per transazione: questa metrica misura quanti soldi devi spendere su ogni campagna (adwords, newsletter ecc) per generare una transizione. Questo è molto importante quando vuoi capire quanto budget vuoi allocare nelle diverse campagne ed è particolarmente utile come catalizzatore di decisione.
2. Valore medio transizione: mostra l’efficienza delle tecniche di cross selling e up selling (tecniche per far spendere di più il cliente tramite la vendita di servizi aggiuntivi) che utilizzi.
3. Media prodotti nel carrello: mostra quanti oggetti sono acquistati in media ad ogni transizione.

Geo Targeting KPI
1. Distribuzione delle transizioni per nazione: mostra delle informazioni molto utili dal momento che ti permette di distinguere la nazionalità dei tuoi clienti.
2. Tasso di rimbalzo per nazione: metrica essenziale per capire la nazionalità degli utenti più interessata a tuoi prodotti e per creare strategie commerciali dedicate.
3. Distribuzione del traffico per paese: questa informazione è fornita nel report demografico e può essere facilmente trovata sotto la sezione visitatori (vedi sotto).

Quali benefici Google Analytics può portare alla tua struttura turistica?
Ognuna delle metriche che abbiamo analizzato assieme può aiutarti ad aumentare le tue prenotazioni. Qui di seguito indichiamo dei possibili casi che possono succedere al tuo sito:
– Se noti che ricevi molto traffico da uno specifico paese (per esempio la Russia), la traduzione del tuo sito in quella specifica lingua in combinazione con offerte dedicate può aiutare ad aumentare le tue prenotazioni.
– Se noti che il tasso di rimbalzo del tuo sito è molto elevato, questo può indicare la presenza di qualche problema che rende la navigazione poco intuitiva. Se la navigazione è poco intuitiva, il visitatore del sito non trova facilmente le informazioni che cerca e quindi abbandona subito. Un visitatore perso è una potenziale prenotazione persa. Un dato molto importante da tenere in considerazione.
– Se noti che il tuo traffico proviene principalmente dai canali social, l’adozione di un booking engine direttamente sulla tua pagina Facebook potrebbe aiutarti molto.
È cosi via. Ogni dato raccolto può essere utilizzato per migliorare la reddittività della tua struttura. L’unica cosa che devi chiederti è se sei in grado di analizzare ed interpretare una tale mole di dati da solo oppure hai bisogno di partner esperto che ti aiuti.
Tu cosa ne pensi? Utilizzi Google Analytics per migliorare la reddittività della tua struttura?

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